Fondazione Tommasini

Quarant'anni di dignità con il lavoro

Nei primi anni ’70 Mario Tommasini è impegnato ad approntare, da un punto di vista sia teorico che pratico, un modello di azione politica che possa superare la distanza tra istituzioni e cittadini, arrivando ad interpretare correttamente le necessità e le aspirazioni di una comunità, anziché reprimerne gli slanci creativi e sociali.
Matura in questo contesto la convinzione di dover dedicare attenzione anche a quanto avviene tra le controllatissime mura del carcere.
Una convinzione che Tommasini mutua anche in virtù di personali esperienze fatte con quella comunità negli anni delle lotte sindacali di piazza, che spesso terminavano con arresti di massa e brevi “soggiorni” a San Francesco. La prima azione si concentrerà sul carcere minorile,
struttura repressiva all’ennesima potenza perché progettata per ragazzi non ancora formati e per questo facili prede di una cultura criminale che all’interno di queste strutture prospera. Negli anni ’80, da assessore, maturerà l’esigenza di un impegno verso il sistema carcere tout court alla luce della possibilità di offrire pene alternative e inserimento lavorativo per molti dei detenuti.
Nascerà da questa esperienza la cooperativa sociale Sirio, creata proprio per offrire un lavoro
a molti dei detenuti del carcere di Parma.

Nei primi anni ’70 Mario Tommasini è impegnato ad approntare, da un punto di vista sia teorico che pratico, un modello di azione politica che possa superare la distanza tra istituzioni e
cittadini, arrivando ad interpretare correttamente le necessità e le aspirazioni di una comunità, anziché reprimerne gli slanci creativi e sociali.
Matura in questo contesto la convinzione di dover dedicare attenzione anche a quanto
avviene tra le controllatissime mura del carcere.
Una convinzione che Tommasini mutua anche in virtù di personali esperienze fatte con quella comunità negli anni delle lotte sindacali di piazza, che spesso terminavano con arresti di
massa e brevi “soggiorni” a San Francesco. La prima azione si concentrerà sul carcere minorile,
struttura repressiva all’ennesima potenza perché progettata per ragazzi non ancora formati e per questo facili prede di una cultura criminale che all’interno di queste strutture prospera. Negli anni ’80, da assessore, maturerà l’esigenza di un impegno verso il sistema carcere tout court alla luce della possibilità di offrire pene alternative e inserimento lavorativo per molti dei detenuti.
Nascerà da questa esperienza la cooperativa sociale Sirio, creata proprio per offrire un lavoro
a molti dei detenuti del carcere di Parma.